Sei Cattive Abitudini a Cui Dovresti Rinunciare
scritto da Roberto Vasaturo, ottobre 2019
sei cattive abitudini a cui rinunciare
Sono gesti banali e quasi invisibili. Le cattive abitudini si insinuano nella nostra vita quotidiana e lentamente ne prendono il controllo.

Ci sono quelle fisiche, come mangiarsi le unghie o fumare o quelle mentali come continuare a rimandare o lamentarsi. Insomma le cattive abitudini sembrano innocenti ma possono prenderti per mano e guidarti verso una fine rovinosa. 
PERCHE' NON RINUNCI?
"posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni" Oscar Wilde
Come ci dice il buon Oscar, è così facile lasciarsi prendere dalle tentazioni che in breve diventano le nostre migliori abitudini. E ci complicano la vita.

Alcune  cattive abitudini sono la causa di una pessima salute, di relazioni che naufragano e situazioni imbarazzati. Altre sono davvero pericolose e possono portare a subire danni fisici, perdita di se stessi e dolori.
Perché non ci rinunci allora? Perché non darci un taglio?
Lo so, è una domanda retorica come la risposta che l'accompagna... "ci provo, ma è più forte di me" ...Anche questa è una abitudine. Un automatismo facile che ti giustifica e ti toglie dall'imbarazzo di dover iniziare un cambiamento nel tuo stile di vita.
SEI POST IT PER SEI ABITUDINI DA CAMBIARE
Certo che mettere insieme le parole, abitudini e cambiamento sembra un vero azzardo. Una esclude l'altra. Ma allora perché l'ho fatto?

Perché insieme possono creare una nuova abitudine positiva, per aiutarti a rinunciare alle vecchie abitudini. Con un semplice esercizio.

Vedi la foto? Ci sono sei post it numerati. Ognuno sarà una abitudine a cui dovrai rinunciare. Il loro scopo è diventare un promemoria visibile di cosa fai. 

E' come quando vedi un mago in azione, se scopri il trucco, la magia perde la potenza. Se scopri le cattive abitudini, perdono il loro effetto negativo. Se vuoi realizzare un vero cambiamento, prima di tutto devi conoscere chi è che sta ostacolando il tuo percorso.
SCOPRIAMO LE SEI CATTIVE ABITUDINI
Come ci insegna Aristotele, siamo la somma delle nostre abitudini. Ma chi sceglie queste abitudini? Come ti ho scritto in apertura di post, siamo noi a lasciare uno spiraglio aperto per far entrare nella nostra vita quotidiana queste cattive abitudini.

Ecco sei di queste abitudini che si insinuano nella nostra quotidianità.

 LAMENTARTI. La tua vita è la tua maggiore responsabilità. Agisci positivamente, accetta la responsabilità delle tue azioni e se c'è sempre una scusa perché qualcosa non va non c'è ragione perché tu non agisca per risolverla. Rinuncia all'arte di lamentarti.
 GUARDARE AL PASSATO. Che luogo struggente e pieno di ricordi è il passato. Un luogo sicuro dove nulla accade, la tua tana. Ma se vuoi migliorare, crescere metterti alla prova devi rinunciare alle tue sicurezze. Lascia andare il passato, guarda il futuro negli occhi e scorgerai chi vuoi diventare.
 VOLER CAMBIARE GLI ALTRI. Se qualcuno non è in sintonia con te cerchi di cambiarlo. Ma ricordati che è nella diversità che troviamo le risorse per migliorare. Chi è diverso da te, chi pensa e agisce diversamente dai tuoi schemi mentali può essere la tua migliore fonte di crescita. Rinuncia alle tue certezze e lascia che le persone ti influenzino con il loro modo di fare, con le loro idee.
 NAVIGARE SUI SOCIAL. E' la social-abitudine dalla straordinaria capacità di assorbire tutto il tuo tempo. Ore perse a navigare a vuoto in uno stato di trance. Sai una cosa? E' la versione digitale del guardare al passato. E' un limbo dove ti rifugi quando non vuoi pensare. Rinuncia a comunicare il tuo stato magari per qualche buona lettura o chiamando direttamente un tuo amico e farci quattro chiacchiere reali.
 LEGGERE LE MAIL E WHATSAPP. E' un po’ come la social-abitudine ma più raffinato. Leggere le mail ti porta via tempo basta un link e ti ritrovi a navigare in rete senza un motivo, oppure essere in mille gruppi di whatsupp e risponderea tutti in attesa dalla spunta blu. Rinuncia a controllare le mail ogni due minuti, elimina dalla rubrica gli indirizzi meno importanti, stabilisci un tempo preciso da dedicare a leggere e rispondere alle mail e ai gruppi.
 NON GIUDICARE A PRESCINDERE. L'abitudine di etichettare qualcuno è quasi innata in noi. Abbiamo la necessità di inserire le persone dentro dei parametri che conosciamo ancora prima di sapere o conoscere qualcosa su di loro. Anche se pensi di avere un "sesto senso per certe cose" il rischio è quello di isolarti in una torre d'avorio dove nessuno è alla tua altezza e stai soltanto alimentando la mente con sensazioni false derivate da precedenti esperienze. E' una abitudine con un prezzo molto alto da pagare.
UN ESERCIZIO DA FARE...
A questo punto c'è da chiedersi, cosa fare per liberarsi di queste abitudini?
Ecco nel dettaglio l'esercizio da fare con i post it ed un quaderno.

Io ti ho dato una linea guida, è probabile che tu ne scoprirai altre oppure una di queste non rientra nelle tue corde. Quello che devi fare è annotare su ogni post it la cattiva abitudine che hai scoperto.

Incollalo nella pagina di un quaderno e descrivi i dettagli dell'abitudine. Non farlo per tutte e tutto insieme, una alla volta.

Per una settimana, ascolta ciò che dici e annotalo, fai attenzione al momento in cui metti in pratica quel tipo di abitudine e cosa la scatena.

- Eri sotto stress?
- Eri arrabbiato o agitato?
- Dove ti trovi e con chi sei (oppure sei da solo)
- come ti senti prima e dopo aver vissuto l'esperienza di quella abitudine?

Ora che l'hai identificata non ti resta che iniziare a cambiarla. Come?

Le abitudini hanno dei modelli che si ripetono. Charles Duhigg (autore del libro Il potere delle abitudini) ne ha tratto uno schema: c'è un segnale, scatta l'abitudine ti senti gratificato nel farla. 

Come ogni schema può essere modificato e migliorato. Ma prima è necessario conoscerlo.

IL SEGNALE: scatta in una determinata situazione o momento particolare. Se scopri cosa lo fa scattare puoi iniziare a lavorarci per evitarlo o cambiare lo schema che lo fa partire.

L'ABITUDINE: è l'automatismo. L'azione che non puoi  controllare e modificare finché non sai cosa la fa partire. Quindi non si cambia abitudine ma segnale. E poi ci colleghi una nuova abitudine positiva.

GRATIFICAZIONE: è la botta di adrenalina o endorfina (una reazione chimica del cervello) che ti fa stare bene e ti dice che quella sequenza di azioni fatte sempre allo stesso modo di fanno provare sempre quella determinata sensazione. Lavorando sul segnale e sulla abitudine puoi dare comunque al cervello lo stesso risultato gratificante.

Inizia a mettere nero su bianco il nome della cattiva abitudine e il suo schema. Poi potrai scrivere quale sarà l'abitudine che la sostituirà e quale sarà il tuo schema positivo.
Inizia a trasformare la tua vita

Chi sono: 
Roberto Vasaturo


Appassionato di crescita e miglioramento personale, ho fondato il blog lebuoneabitudini per condividere il mio percorso attraverso le strategie e le idee per trovare il massimo potenziale nella nostra vita.
youtube lebuoneabitudini

lebuoneabitudini.com

le buoneabitudini è un'opera di Roberto Vasaturo - Via Pietro Pomponazzi,3 - 00192 - Roma - P.IVA 14342031003E' vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale

    *This Website is not a part of Facebook or Facebook Inc. Additionally, this site is NOT endorsed by Facebook in any way.FACEBOOK is a trademark of FACEBOOK Inc.Questo sito non fa parte del sito Facebook o Facebook Inc.

Inoltre, questo sito NON è approvato da Facebook in alcun modo.FACEBOOK è un marchio registrato di FACEBOOK, Inc.